Vuoi la verità? Parla col tuo ombelico

Vuoi la verità? Parla col tuo ombelico

Immagine Yoga

“La tua voce proviene dall’ombelico? Allora non menti.” Affermava il Maestro Yogi Bhajan, creatore di quello che possiamo considerare come il più completo Teacher’s Training di Yoga e personaggio in grado di riunire i migliori insegnanti della disciplina all’interno di una delle più importanti associazioni internazionali, denominata I.K.Y.T.A. (International Kundalini Yoga Teachers Association).

Sempre il Maestro Yogi Bhaian diceva: “L’espressione che “proviene” dall’ombelico esprime la tua personalità e la tua energia vitale.”

L’ombelico è infatti quella che potrebbe definirsi la centralina di trasformazione energetica del corpo, attraverso cui passano e si originano i nostri flussi energetici e le loro 5 “qualità”, chiamate Vayu.
Ci sono, infatti, 5 tipi di Vayu o Pràna, ognuno con proprie funzioni, ritmo e direzione. Proviamo ad analizzarli in breve:

Prāṇa Vāyu

È legato a inspirazione ed espirazione. Si muove tra il naso e la bocca ma le sue sedi sono anche il centro del cuore, l’ombelico e gli alluci. La sua funzione principale è l’assorbimento dell’energia e la regolazione di tutti gli altri soffi: è forza che entra nel corpo. È responsabile della tosse, dello starnuto, del singhiozzo, dell’eruttazione. Scompone il cibo nei suoi elementi più sottili.

Apāna Vāyu

Si muove nella parte inferiore del corpo (sotto l’ombelico) ed è associato all’espirazione. Sue sedi principali sono l’ano, gli organi genitali, le cosce, le ginocchia (le rotule, in particolare), lo stomaco, l’ombelico, i fianchi. Sue funzioni principali sono l’escrezione e l’eliminazione: è la forza che si muove verso il basso e verso l’esterno. Tutte le funzioni escretorie sono associate ad Apana Vayu: eliminazione di residui gassosi, sudore, eiaculazione, parto, mestruazione, defecazione e urinazione. È anche la forza che fa aprire le palpebre.

Udāna Vāyu

Si muove nella gola permeando tutta la testa ed è associato all’espressione. Sue sedi particolari sono tutte le articolazioni di gambe e mani. Ha la funzione di connessione con il corpo emotivo ed è responsabile della fonazione e della deglutizione: è la forza che ci unisce al mondo esterno attraverso l’intelletto e la manifestazione dei pensieri. È l’attivatore dei sensi attraverso i loro organi (occhi, naso, bocca, orecchie e pelle) e fa sbadigliare.

Samāna Vāyu

Si muove tra il diaframma e l’ombelico ed è associato alla nutrizione e all’accrescimento del corpo. Ha la funzione di assimilare i componenti sottili del cibo per trasportarli nel corpo. È quindi responsabile della digestione: è la forza creativa. Attiva il cuore e produce fame e sete.

Vyāna Vāyu

Pervade tutto il corpo ed è associato alla circolazione e a tutto ciò che riguarda il “prendere-restituire”. È localizzato tra le orecchie e gli occhi, nei lati del collo, nelle caviglie e in generale nella parte posteriore del corpo. Sincronizza gli altri Vāyu: è la forza aggregante del nostro sistema. Governa il sistema circolatorio e attraverso di esso i muscoli e le articolazioni ed è responsabile della postura, del movimento e della coordinazione. Decompone il corpo fisico alla morte.

L’ombelico è una sorta di baricentro energetico

Tecnicamente, stiamo parlando di una sorta di baricentro energetico situato 5-8 cm sotto l’ombelico fisico che, se non correttamente allenato, può portare a disturbi come cattiva digestione e bulimia, ansia e stress.

Questo punto di vista corrisponde, peraltro, alle più recenti teorie riguardo al cervello enterico esposte dal ricercatore della Columbia University Michael D. Gershon nel suo best seller The Second Brain, dove spiega che nella pancia è presente un tessuto neuronale autonomo:

  • il 90% delle fibre del nervo vago trasmettono l’informazione dall’intestino al cervello, e non viceversa
  • contiene 100 milioni di neuroni, più della colonna vertebrale e del sistema nervoso periferico
  • è responsabile della produzione di serotonina, neurotrasmettitore che regola il tono dell’umore.

Un vero e proprio asse pancia-testa, dunque.

Non è un caso se nello yoga, disciplina che permette di liberare la mente mediante il lavoro sul corpo, si dice che “tutto lo yoga comincia dall’ombelico”.

Della stessa opinione è il baritono Alessio Arduini che ci ha spiegato come nel canto, la voce debba provenire dalla zona addominale: “La sensazione è di avere il fiato appoggiato sui muscoli del diaframma e che il suono provenga non dalla gola ma dalla pancia. Se si andasse a sforzare sulla gola sarebbe già difficile cantare per più di 5 minuti.”

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