Self-Talk: la tua marcia in più

Self-Talk: la tua marcia in più

Immagine relativa al Self-Talk

Quanto è importante quello che ci diciamo? O se preferite: quanto peso date alle parole che vi sussurra il vostro angioletto o diavoletto che avete sulla spalla?

Ogni giorno ognuno di noi, continua a ripetersi parole o frasi motivazionali o limitanti che creano al nostro interno delle sensazioni positive o negative legate a qualche tipo di performance che ci aspetta durante la giornata. Se continuiamo a dirci “tanto non ce la faccio”, accadrà che proveremo a fare quella cosa e non ce la faremo e, al contrario, ripetendoci di riuscire a farcela allora ce la faremo. Ripetendoci determinati concetti o visualizzando determinate immagini positive o negative abbiamo il potere di creare nella nostra testa delle convinzioni che a volte possono aiutarci e a volte invece possono ostacolarci.

Felicità è normalità

Dobbiamo imparare a usare a nostro favore il dialogo interno, anche detto Self-Talk, per stare bene ed essere “centrati” con noi stessi. La normalità di un essere umano, e quello che ci meritiamo, è, infatti, uno stato di felicità e di benessere continuo che comincia nel momento in cui nasciamo e che deve essere mantenuto “in allenamento” per tutto il corso della nostra vita, anche nei momenti più difficili e bui.

Se sentite negatività, volete una buona notizia? Non abbiamo perso la nostra condizione naturale di felicità e pienezza, dobbiamo solo iniziare a riallenarla! Prendiamo la metafora della pioggia. La normalità è il sereno, ma talvolta diluvia. E noi che facciamo per ripararci in quelle situazioni? Esistono ombrelli di diverse dimensioni, no? Con gli stati d’animo emotivi è lo stesso. Normalmente stiamo bene, siamo felici, però a volte incappiamo in momenti di difficoltà. Li viviamo e li superiamo riallenando nuovi stati d’animo positivi.

Per esempio, se prendiamo il mondo dello sport, sarà facile trovare runners, tennisti, golfisti che “controllano” i loro pensieri, anziché lasciarli scorrere liberamente, sviluppando un dialogo interno con se stessi che favorisce o inibisce, a seconda del momento, la loro prestazione sportiva. Lo sviluppo delle abilità nella gestione dei pensieri risulta dunque fondamentale in quanto, non di rado, quei pensieri che sopraggiungono frequentemente in modo automatico durante una prestazione, sono in grado di influenzare sia positivamente che negativamente la prestazione stessa. In molte circostanze risulta quindi necessario individuare e trasformare quelle idee che inibiscono la performance dell’atleta, del manager, e, in generale, della persona.

Un pensiero è depotenziante o più correttamente disfunzionale quando non è utile al perseguimento dell’obiettivo e può condurre ognuno di noi a diminuire la propria soglia di attenzione: tutto ciò provoca una alterazione dello stato dell’umore e la comparsa di una leggera confusione durante la nostra prestazione.

Che cos’è il Self-Talk

Il Self-Talk si basa appunto sulla focalizzazione dei pensieri funzionali e degli obiettivi, in modo che essi portino al comportamento desiderato. Sintetizzando il più possibile per una facile comprensione, possiamo affermare che la metodologia da usarsi consiste nello sviluppo di affermazioni, incoraggiamenti, brevi istruzioni, parole chiave e frasi stimolanti, da ripetere a se stessi (mentalmente o ad alta voce), al fine di sostituire eventuali pensieri disfunzionali con stimoli positivi e rinforzanti. Lo scopo è quindi quello di darci delle autoistruzioni che ci saranno di aiuto per formare in noi una mentalità vincente.

Costruire un set di affermazioni per pensieri funzionali

Il set delle locuzioni usate è molto personale e non può essere copiato da altri o imposto dall’esterno: ognuno di noi andrà a usare le parole che hanno una rispondenza emotiva e un significato proprio e le fisserà nella propria memoria ripetendosele nei momenti critici della prestazione.

Quello che caratterizza un Self-Talk efficace è la  totale assenza della parola “NON” nella formulazione delle frasi. Questo perché il cervello non riuscirebbe a elaborare immediatamente la negazione, mentre si concentrerebbe primariamente sull’oggetto della frase. Per poter negare un pensiero, la mente deve prima visualizzare tale pensiero e poi vietarlo.

Grazie a un uso efficace del Self-Talk saremo quindi capaci di mettere ordine nei pensieri favorendo un orientamento e una regolazione dell’attenzione e della concentrazione e un innalzamento o abbassamento dello stato di attivazione.

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