La Ginnastica Primordiale

Concentrazione, forza, sicurezza. Sono solo alcune delle abilità che si sviluppano attraverso il Primal Hunters, ginnastica che viene praticata tra foreste e torrenti, nella natura più intatta. Abbiamo chiesto a Jacopo Querci, biologo, esperto di nutrizione biocellulare, fitness metabolico applicato e preparatore atletico, di spiegarci i suoi benefici anche in un’ottica di team building.

Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei. Cosa ne pensi?

Non è un segreto che il nostro stato di benessere sia correlato con il nostro stato di salute mentale. Molto spesso i condizionamenti e le paure influiscono sulle nostre azioni, sul comportamento, e si riflettono nella postura.
Per questo penso sia importante liberare la testa da queste “zavorre”
e lasciare che il corpo si prenda la giusta rivincita. Grazie alla mia esperienza diretta di preparatore atletico ho capito che il modo migliore di farlo è attraverso il Primal Hunters. È una tipologia di ginnastica che si pratica nella natura, all’interno di foreste ricche di alberi, torrenti, cascate. Un paesaggio non addomesticato, dove muoversi in libertà.

Che cosa s’impara con quest’attività?

Sono molti gli studi che confermano come l’esercizio fisico all’aperto, in contesti ancora “selvaggi” diminuisce lo stress, la rabbia, la depressione,
oltre a offrire un’intensa sensazione di rivitalizzazione, un aumento dei livelli di energia. Il Primal Hunters, contrariamente a quanto accade nello yoga dove l’attenzione è sul corpo, mette in primo piano il contatto l’ambiente esterno. Costringe il corpo ad affrontarlo passo dopo passo, obbligandolo a muovere
le catene cinetiche fasciali su ogni piano, da quello frontale a quello ortogonale. Arbusti, tronchi rocce, possono essere un appoggio, oppure impervie barriere da superare, e la fluidità o meno dei movimenti del corpo in questa situazione è lo specchio dei pensieri, dei blocchi emotivi, delle paure.

Cosa succede prima e dopo il Primal Hunters?

Entrando in una foresta dove non ci sono punti di riferimento ma solo apparenti ostacoli da superare la prima sensazione che si prova è rigidità, timore. Ma poi, se si analizza lo spazio intorno a sé, se si libera la mente
dalla gabbia dei pensieri precostituiti, anche il corpo si lascia andare, risponde alla nuova situazione abbandonando la postura emozionale per conquistarne una naturale, quasi primordiale, atavica, che gli deriva da una memoria storica, quella degli uomini primitivi a cui siamo ancora legati, anche se l’abbiamo dimenticato. In questa logica, quando si esce dalla foresta, ci si sente completamente trasformati. La rigidità scompare, si riconquista la fluidità del movimento, la forza muscolare e anche la mente si purifica perché si è liberata dalle “sovrastrutture” per assecondarsi alla natura. Lo sforzo fisico infatti è ricompensato dall’ambiente, dal piacere di ascoltare i suoni del bosco, la cima di un albero smossa dal vento, lo scorrere dell’acqua di un ruscello, il rumore dei propri passi sulla terra, sensazioni che creano un senso di benessere profondo. In Giappone lo chiamano Shinrin-yoku, che significa trarre giovamento dall’atmosfera della foresta, perché si abbassano i livelli di cortisolo, si alzano quelli di serotonina, l’afflusso di sangue rigenera gli organi e purifica l’organismo.

Come funziona quest’attività nel team builiding?

Il Primal Hunter è una metafora aziendale. Quello che avviene nel bosco avviene anche in un luogo di lavoro: la fatica per la conquista dell’obiettivo,
la capacità di trovare soluzioni appropriate, la creatività, la forza di volontà. Atteggiamenti che una volta conquistati in un’attività fisica all’aperto permettono al manager, all’imprenditore, al tecnico di applicarli nella vita di tutti i giorni, soprattutto nel luogo di lavoro per raggiungere l’obiettivo, sia esso stagionale o giornaliero. I percorsi di Primal Hunter da me organizzati, per esempio, si concludono sempre con il tiro con l’arco.
Un semplice gesto che 70 mila anni fa era una strategia di caccia, per colpire e centrare la propria preda e che oggi rappresenta il riflesso del proprio io interiore, la capacità di programmare il tragitto e di conquistare la strategia aziendale vincente.