Caffè: ti aiuta a perdere peso? Scopri cosa è vero

Caffè: ti aiuta a perdere peso? Scopri cosa è vero

Immagine Caffè

Aroma inconfondibile e compagno dei nostri risvegli, per la prima volta andiamo a scoprire che ruolo ha il caffè nel nostro metabolismo.

Siamo nella patria del caffè e dell’espresso e questo è un articolo che potrebbe stupire e anche far arrabbiare un bel po’ di persone, ma, da biologo biocellulare dell’alimentazione quale sono, è mio dovere esplorare a livello metabolico tutte le reazioni a cui i vari alimenti partecipano per capire come essi possano aiutare oppure peggiorare la salute delle persone a lungo termine.

Il caffè contiene una droga molto potente: la caffeina, chiamata anche, più tecnicamente 1,3,7-trimetilxantina. Essa è un alcaloide naturale che è presente non solo nel caffè, ma anche nel tè, nel mate, nel guaranà e nel cacao. Originario dello Yemen, il suo meccanismo di azione, votato all’eccitazione del soggetto che la assume, si è diffuso in tutto il mondo.

Che cosa accade a livello molecolare?

La molecola della caffeina ha una struttura simile a quella dell’adenosina e si lega, per competizione, ai recettori di quest’ultima influenzando la regolazione della scarica nervosa del potenziale post-simpatico, aumentando i livelli di adrenalina. I risultati dell’assunzione di caffeina sono quindi riscontrabili in: aumento della pressione, aumento del battito cardiaco, aumento della stimolazione del sistema nervoso simpatico, maggiore afflusso di sangue ai muscoli, maggiore stimolazione del rilascio di acidi grassi che possono essere utilizzati come fonte di energia e una più alta stimolazione del fegato a rilasciare glucosio nel torrente sanguigno. Come si può intuire, questo stimolo esterno va a influenzare il sistema simpatico, ovvero quel sistema deputato al “fuggi o combatti”, che apporta una serie di specifiche modifiche al normale funzionamento metabolico perché preparano il corpo a una teorica azione immediata per salvarsi la vita.

Quando si beve una tazza di caffè si comunica al corpo qualcosa del tipo: “corri più veloce, ti stanno inseguendo per ucciderti!” e, di conseguenza il sistema immunitario riduce la sua efficacia, il sangue si allontana dai tessuti e dagli organi digestivi e, addirittura, le funzioni riproduttive si abbassano. Questi sono tutti messaggi che, nel lungo termine, spingono il corpo ad accumulare grasso poiché quest’ultimo si traduce funzionalmente in una forma di riserva a lungo termine da usare in tempi migliori.

Ogni soggetto reagisce diversamente, vediamo come

C’è di più. In molte persone è rilevabile, a livello genetico, una mutazione dell’enzima citocromo P450 ossidasi che mantiene alti i livelli di caffeina e derivati più a lungo nel tempo. Quindi, come è facile capire, se si è un professionista del “tour de France” che cerca di vincere una tappa la cosa è essenzialmente un punto di forza, se si è una persona che trascorre una vita serena e senza scosse, lo scarto adrenalinico prolungato potrebbe non avere effetti positivi. Da ciò è anche chiaro che le reazioni metaboliche ai vari alimenti che si ingeriscono sono diverse da soggetto a soggetto, un po’ come succede con le allergie. Nel mio laboratorio svolgiamo test genetici appositi per verificare e controllare queste tipologie di intolleranze alimentari e capire come è predisposto il corpo di ciascun soggetto ai vari alimenti.

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