Allergie di primavera, vero e falso

Abbiamo chiesto alla nostra esperta quali sono le più efficaci strategie per affrontare senza traumi l’inizio della bella stagione facendo tra prevenzione, alimentazione e test allergologici.

Il cambiamento climatico peggiora le allergie: vero

Studi di ricercatori americani ed europei hanno dimostrato che due inquinanti, l’ozono e il biossido di azoto, collegati al cambiamento climatico, indurrebbero delle modificazioni nelle proteine dei pollini, rendendole più aggressive per il sistema immunitario e aumentando il numero delle persone che soffrono di questa fastidiosa patologia.

Nel nostro paese, secondo i dati di Assosalute, sono colpiti un adulto su cinque (19,5%), e nei giovani sotto i 30 anni la media sale a uno su quattro.

Sono coinvolte solo le vie respiratorie: falso

Gli organi che possono essere coinvolti da reazioni allergiche primaverili sono anche pelle e occhi.
I pollini delle piante, e in città anche l’inquinamento dovuto alle polveri sottili, possono scatenare eritemi, prurito e secchezza sia della pelle che degli occhi.

Ad aggravare poi le congiuntiviti possono contribuire l’uso di trucchi non testati dermatologicamente e lo sfregamento degli occhi che involontariamente può determinare sovrapposizioni batteriche.

Ci si può proteggere con gli occhiali da sole e respirare con il naso, perché è dotato di funzioni difensive ben precise.

Grazie ad un tappeto mucociliare e alla presenza di cellule difensive è in grado di bloccare e distruggere la maggior parte dei germi e ostacolare l’ingresso della maggior parte degli agenti patogeni.

Ci sono test che ci dicono a cosa siamo allergici: vero

Tra i più efficaci il Skin Prick Test (che prevede il posizionamento sulla pelle di alcune gocce di allergene purificato), oppure un prelievo del sangue che ricerca il dosaggio delle ige Specifiche verso gli allergeni.

Sono esami che si possono eseguire in qualsiasi momento dell’anno e consentono di identificare anche le allergie primaverili passeggere, quelle che per condizioni climatiche specifiche precedenti all’impollinazione (come piogge, gelate o sbalzi di temperature) non necessariamente si ripresentano di anno in anno nel soggetto colpito.

Il vaccino può aiutare: vero

Si tratta di una sorta di immunoterapia.
Gli allergeni somministrati in piccole quantità inducono il sistema immunitario a diventare nel tempo meno reattivo riducendo così i sintomi allergici.
Per questo si parla di vaccino per l’allergia.

Chi è allergico ai pollini può avere anche allergie alimentari: vero & falso

Le allergie ai pollini possono condurre, nel 25 – 50% dei pazienti affetti, alle cosiddette reazioni crociate con alimenti.
Ciò significa che alcuni pazienti allergici ai pollini possono reagire con sintomi allergici anche a determinati alimenti.
Normalmente, con l’alimentazione, i disturbi riguardano più spesso la cute, la mucosa orale e la mucosa dell’apparato respiratorio.
Quindi prurito, orticaria, sensazione di formicolio alla gola e al cavo orale. Possono comparire anche disturbi al naso e agli occhi simili a quelli del raffreddore da fieno.