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TurismEtica, una vera Good Idea! La parola all’ideatore Alessandro Napoli

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Vi abbiamo già parlato del nostro Melius Cras Fore, la nostra visione del presente e il nostro augurio per un domani migliore. Oggi vi presentiamo un progetto che per noi significa rendere concreto quanto espresso nel nostro Manifesto Social.
Alcune settimane fa abbiamo incontrato Alessandro Napoli, un giovane ricercatore pugliese che ci ha illustrato il suo progetto di nuovo turismo: turismo sociale e responsabile, accessibile e diverso.
Abbiamo subito accolto tale progetto nelle nostre attività, il progetto di Alessandro è ambizioso e mira a cambiare l’attività turistica migliorando l’esperienza del turista e dell’esercente.
Parlando con Alessandro siamo stati conquistati dalla sua voglia di fare, dal suo ottimismo e dal suo modo limpido di lavorare e così è nata TurismEtica.
Ma cosa è TurismEtica? Ce lo spiega Alessandro.
Buongiorno Alessandro, e benvenuto nel blog di GurYou.
Come è nato il tuo progetto?
Grazie per l’Ospitalità e la convinta adesione al progetto. Negli anni trascorsi fuori dalla Puglia ho accumulato un bagaglio di esperienze umane e professionali, che cementate dal mio vissuto, mi ha portato consapevolmente a intraprendere la strada dell’imprenditoria nel settore turistico. Il progetto 3 T service, che vede la collaborazione con GurYou come una opportunità, parte da due livelli differenti: uno interiore e uno sociale. Questi livelli corrispondono a due percorsi di crescita. Dal punto di vista personale, come cieco assoluto, vuole essere il tentativo di affermare la disabilità come risorsa fondamentale di un progetto di vita, cercando di contribuire con i suoi limiti e con i suoi pregi anche a livello sociale, facendosi concreta applicazione dell’esigenza di intendere in modo diverso la società, l’economia e la qualità della vita. Qui si lega l’aspetto più ampio del progetto, ovvero la concezione del turismo, dei servizi ad esso connessi e la fruizione del territorio con un’ottica completamente differente. A 31 anni, dopo una formazione universitaria poliedrica e un dottorato di ricerca in corso, ho avvertito la necessità di tornare dalle Marche e rendere concreti i miei sforzi verso questa direzione. Sicuramente conoscete la dicotomia resto-vado via; di fronte a questa scelta ho deciso di restare, anzi tornare, per dare sostanza alla mia esistenza nel Salento e nel Salento sviluppare e applicare i principi che mi hanno formato come Uomo, quali l’economia sostenibile, decrescita felice, sensibilità alle tematiche dell’ambiente, vissuto umano come risorsa, equità sociale, rispetto dei ritmi dell’uomo, ecc..
Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere attraverso le tue attività?
Gli obiettivi sono ambiziosi nella loro semplicità: elevare lo standard qualitativo della promozione del territorio della mia comunità di origine, Alliste e Felline, e dell’area circostante, dare un’immagine differente e qualificata dell’area ionicosalentina, rendere il Salento un’isola turistica basata sulla qualità dei servizi, legando consapevolezza della domanda ed equità dell’offerta. Sostanzialmente il Salento è una destinazione turistica, nel suo complesso, che gode di una “fama ad orologeria” perché si è voluto concentrare la sua promozione su pochi elementi. Finita la stagione di riferimento, quella del turismo balneare, mi pare che le opportunità siano poche o mal concepite. Ho trovato poi maggiore entusiasmo quando ho visto che in questa battaglia non ero da solo. Infatti la presenza di altre realtà imprenditoriali e di un approccio interpretativo che vanno in questa direzione mi ha dato poi ulteriori stimoli. Dunque affermare il Salento non solo come destinazione turistica, ma come meta del viaggio per apprezzarne le sue bellezze naturalistiche, la potenzialità di questa terra come crocevia di culture e scrigno di cultura, la bellezza del vissuto rurale e delle tradizioni in agricoltura e nell’enogastronomia, la possibilità di divenire destinazione anche per appuntamenti di tipo sociale, una maggiore accessibilità nella fruizione del territorio (elemento che possa incidere anche nella percezione culturale delle disabilità e delle esigenze di ognuno), e soprattutto mirare ad un’implementazione dei flussi al di là del periodo estivo e al di là dell’Italia, in modo da garantire, attraverso una tracciabilità e una certezza di tariffe e servizi, la presenza turistica anche in momenti dell’anno legati, ad esempio, ai ritmi dell’agricoltura e degli eventi religiosi e sociali del nostro territorio.
Perché hai deciso di veicolare il tuo progetto attraverso la Rete 2.0? Cose è il web 2.0 per te?
Qui la scelta è basata su un ragionamento inequivocabile. Una persona disabile della vista, ma è un discorso oltre che categoriale anche generazionale, fa riferimento al web per l’organizzazione della propria vita sociale e, spesso, trova un riscontro anche nel mondo del lavoro attraverso le nuove tecnologie. Affascinato dal concetto di E-gouvernement, in Italia ancora del tutto disapplicato, ho pensato di poter legare i servizi turistici a quest’ambiente come promozione proprio perché del Salento, partendo dal privato, si possa dare l’idea di un territorio pronto ad assimilare il cambiamento nella promozione delle qualità del territorio e nell’erogazione di servizi soprattutto attraverso la rete. Inoltre, è sulla rete che ogni rivoluzione generazionale oggi sta avvenendo; una certa visibilità le hanno sicuramente fatti noti a tutti, ma un’altra rivoluzione è più sottotraccia e che mi pare essere una grande opportunità: la rete come esercizio democratico ed elemento che migliori la qualità della vita; il web come mezzo di organizzazione di una vacanza, come possibilità di lavoro, come possibilità di instaurare rapporti con gli agenti economici e l’amministrazione pubblica, quest’ultima almeno in prospettiva, proprio per lasciare più tempo e momenti di vissuto quotidiano da sviluppare con la famiglia, gli amici, i figli, per vivere la natura e gli interessi. La qualità della vita e il suo miglioramento passa anche da un uso intelligente della rete, ecco perché 3 T service, TurismEtica e gli altri strumenti del mio progetto saranno presenti in maniera quasi esclusiva sul web.
Il progetto TurismEtica sta partecipando all’iniziativa Good Idea, perché gli internauti dovrebbero votarla come una buona idea che fa bene al mondo?
Per i motivi che pocanzi citavo. Se non bastassero li riassumo in questi tre punti: 1 Perché si sostiene un progetto di vita che vede e tocca quotidianamente il concetto di economia equa, sostenibile, consapevole e accessibile, un elemento sociale insomma, che non mira solo al profitto; 2 perché il viaggio venga vissuto come personalmente auspico, quando ad esempio mi sposto per turismo, con la certezza di vivere al meglio il territorio, con servizi certi, garantiti, con un’equità dei costi. Il territorio può solo trarre giovamento da quest’idea, pensate al minor impatto ambientale o all’elevazione degli standard di vita per i residenti; 3 perché credo fortemente in TurismEtica, la la mia agenzia, la collaborazione con altre realtà, perché la riuscita di questo progetto trova linfa vitale in elementi come l’Etica, la responsabilità sociale, l’imprenditoria al Femminile, l’imprenditoria disabile e la divulgazione culturale. Queste motivazioni portano ad un approccio altro dall’impostazione dell’economia, anche del settore turistico. Le rivoluzioni si fanno oltre che con la teoria anche con la pratica, la buona pratica. Convinti?.
Grazie Alessandro e in bocca al lupo!
Grazie a voi.

Per sostenere la Good Idea di Guryou basta votare cliccando qui.

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